venerdì 26 aprile 2013

Islanda - Giorno 3

Svegliarsi di per sé non è uno dei nostri punti forti, svegliarsi presto lo è ancora meno, svegliarsi presto dopo una festa e dopo aver visto che non esiste realmente il buio della notte lo è ancora ancora ancora di meno!

Per questo primo giorno lontano dalla città, il nostro programma prevedeva una visita alla zona più vicina alla capitale -sicuramente anche la più turistica di tutta l'Islanda- il famoso Golden Circle, un percorso che comprende il Thingvellir, Geyser e la cascata di Gulfoss.
Come prima tappa di questo mini tour c'era il Thingvellir. Ma cos'è questo Thingvellir? Un vulcano? Una cascata? Un fiume? Un ghiacciaio? No, assolutamente niente di tutto questo, è un parco nazionale patrimonio dell'UNESCO dal 2004. Si, thingvellir è uno dei luoghi più importanti della storia islandese, infatti qui nel 930 risiedeva il primo parlamento al mondo.

Seguiti dal sole, ci muovevamo qua e la per questa valle, dove sinceramente non si comprendeva bene dove si dovesse andare, i cartelli non erano molto esplicativi e la guida non offriva un percorso preciso da fare, ma descriveva solo la zona in maniera generale.
Così decidemmo di metterci in marcia seguendo il nostro senso dell'orientamento e, come prima cosa da vedere, scegliemmo una spaccatura nel terreno: non una caso, forse una delle più famose sulla terra; infatti questa spaccatura è dovuta all'antico scontro sotterraneo della placca dell'Europa e quella dell'America, ed è il miglior posto al mondo per osservare dal vivo il fenomeno della deriva dei continenti.
 
Qui i turisti hanno pensato bene di buttare delle monetine e, abbandonando l'idea iniziale di scendere per prenderle -che non era proprio male come idea- abbiamo perso qualche minuto su un piccolo ponticello che attraversava la spaccatura ad apprezzare l'effetto che queste monete ci regalavano: infatti le acque in cui giacevano le monetine, accompagnate dal chiarore del sole, creavano una lucentezza che si espandeva dal piccolo canale verso l'alto illuminando le pareti circostanti.

Non possiamo negare, però, che l'idea di scendere non fu abbandonata totalmente, e quindi, grazie alle doti da scalatore del più agile Carlo D., e al nostro fondamentale sostegno morale dall'alto, un paio di monetine ce le siamo portate a casa come ricordo... in fondo abbiamo fatto un favore alla natura! Quale corso d'acqua al mondo contiene delle monete?

 

Valle di Thingvellir
Un po' spaesati dalla grandezza della valle, dopo esser saliti su un belvedere che meritava di esser visto, e dopo aver riempito le nostre borracce nel pulitissimo bagno a pagamento dell'isolato negozio di souvenir (collocato sull'altura), salutammo il parlamento più antico al mondo e, senza tanti rimorsi, partimmo alla volta della meta più famosa di tutta l'Islanda, Geyser.

La cittadina di Geyser, da cui prende il nome la più famosa pozza naturale, vive senza dubbio di turismo: pullman ovunque, turisti ovunque, tantissima gente, cinesi in quantità -con le loro fotocamere, che però passano in secondo piano quando ci si rende conto di quale sia il vero fenomeno-.
Vedere video, fotografie o studiare il fenomeno in scienze a scuola, sicuramente non renderà mai, nemmeno un po', l'idea di quello che ci si ritrova di fronte dal vivo.


Più o meno il tutto si presenta in questo modo: immaginate una pozza di acqua tanto blu quanto bollente, circondata da delle corde di sicurezza che non impediscono però a nessuno di essere attraversate, con un centinaio di persone intorno, in piedi, tutti in cerchio, in religioso silenzio che guardano all'interno dei loro obiettivi.
Ci sono diverse pozze: quella che butta il getto più frequentemente non è Geyser (che è il più grosso) ma lo Stokkur che si presenta elegantemente agli occhi di chi l'attende ogni 7-8 minuti circa. Nel momento in cui fa la sua apparizione, un "OOOHH!" di stupore degli spettatori interrompe il silenzio, ed erutta maestosamente verso l'alto contrastato solamente dalla forza di gravità che, inesorabilmente, lo riporta verso il basso.
Lo spettacolo è veramente sensazionale, e mi sento di dire che un viaggio in Islanda senza un visita a Geyser non sarebbe mai realmente completo.

Dopo aver scattato la nostra foto con le pietre che componevano la scritta ITALIAN? YES lasciammo i sorrisi di alcuni turisti, nostri complici nel scattare la foto -si perché la corsa del poco agile fotografo Lorenzo, da una collinetta all'altra, per apparire in tempo nella foto dopo i 10 secondi di autoscatto non bastò-, e salimmo su un montagna li dietro per poterci godere lo spettacolo dall'alto.
Rimanemmo li un'oretta a goderci il sole e il getto che era in grado di lasciarci a bocca aperta anche dopo averlo visto una decina di volte, ma non potevamo rimanere li per sempre e il nostro fitto programma voleva che chiudessimo la nostra giornata a Vìk (punto perfetto per cominciare l'esplorazione dell'Islanda del Sud il giorno seguente); così, partimmo alla volta dell'ultima tappa del Golden Circle, la cascata di Gulfoss.

Gulfoss (la cascata d'oro) è una delle più grandi cascate d'Europa e meritava davvero di essere inserita in questo tour del Circolo d'Oro, ma c'è poco da descrivere.
 
Cascate di Gulfoss - la cascata d'oro
Passammo un po' di tempo su una sporgenza subito prima della discesa dell'acqua, zona riservata ai visitatori, e avevamo bisogno di riempire le nostre borracce: senza dubbio il pensiero fu che se qualcuno fosse caduto in acqua, vista la forza della corrente, difficilmente non avrebbe fatto una brutta fine; quindi, dopo aver ammirato per un po' la zona, risalimmo verso il sobrio negozio di souvenir. Per fortuna i negozi di souvenir, in Islanda, sono sia nelle strutture, che nel merchandising, sobri e abbastanza sporadici, e forse questo fa si che quei pochi siano più presi di mira dai turisti stessi... ma chiaramente non da noi che, invece, come nostro solito, vista ormai l'ora avanzata, approfittammo dei tavolini disposti fuori per consumare il nostro pranzo-cena a sacco a base di scatolette di tonno e schifezze di proporzioni cosmiche.

Con la pancia piena, ormai la giornata volgeva al termine e tutto quello che il nostro programma prevedeva era stato spuntato, così non ci rimaneva che dirigerci verso la meta finale di giornata, il villaggio di Vìk.

Mentre il sole scendeva e i colori assomigliavano molto a quelli di un tramonto -che però in realtà era ancora moooolto lontano- sulla strada una piacevolissima sorpresa ci attendeva.
Il bello dell'Islanda è che in qualunque momento e in qualunque direzione tu ti stia dirigendo c'è sempre qualcosa di inaspettato, un panorama che aspetta soltanto di essere fotografato.

Questa era la volta della cascata di Sljalandsfoss, personalmente per me la più bella di tutta l'Islanda.
Qui siamo veramente in una fiaba miei cari lettori, chi di voi non ha mai sognato camminare dietro una cascata? Bè, qui è possibile farlo, e naturalmente noi non ci siamo fatti pregare: accompagnati da uno splendido finto-tramonto non ci restava che andare e gustarci questo immenso spettacolo. Immaginate un sole che scende tendente al color arancio, un'aria fresca e una cascata alta 65 metri che cade a pochi passi da te in un'immensa valle verdissima e rigogliosa, con l'acqua che si disperde nell'aria e ti bagna le lenti degli occhiali.

 
Se penso ai momenti più belli del viaggio, senza dubbio mi vengono in mente questi fantastici istanti, e ripenso a quanto siamo stati fortunati a trovarci davanti questo splendore, poichè non era incluso nel programma e davvero in pochi la consigliavano. Se doveste andare in Islanda, non fatevi mancare questo splendore dal nome impronunciabile! Perché l'Islanda può farci riscoprire quello che purtroppo stiamo dimenticando nelle nostre città, nei nostri appartamenti di cemento armato.. ovvero quanto sia fantastico vivere a contatto con la Natura!

Il sole cerca di tramontare e domani è un altro giorno!

STAY WITH ITALIAN?YES
 
Carlo L.

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