venerdì 19 aprile 2013

Islanda - Giorno 2

Come da nostre buone abitudini, sveglia presto e subito in viaggio! Sì, perché è condizione obbligatoria fare le cose per tempo quando si comprimono programmi di viaggio da 20 giorni in 10.

Per il primo vero giorno in terra islandese, il nostro programma aveva come prima tappa Laguna Blu.
Laguna Blu è una gigantesca pozza di acqua calda all'aperto dove gli islandesi vanno a farsi il bagno; la nostra guida Lonely Planet, nella classifica delle 10 cose da vedere assolutamente, la inseriva al primo posto, e di certo non potevamo saltarla.

L'atmosfera che si respira sulla strada per arrivare è già molto particolare, infatti ai bordi della strada scorrono acque bollenti che naturalmente attirano la nostra curiosità, e questa è stata solo la prima delle volte che ci siamo fermati per fare foto nel bel mezzo del niente!
Blue Lagoon, insieme a quello che chiamano Golden Circle (quest'ultimo comprende il Thingvellir, geyser e la cascata di Gulfoss), è la zona più vicina alla capitale Reykjavìk, ed è anche senza dubbio la più internazionale -e di conseguenza quella presa più di mira dai turisti- quindi non si respirava ancora quell'aria di natura e solitudine che ci avrebbe atteso più avanti.

Infatti, arrivati a Blue Lagoon, tantissimi pullman pieni di turisti popolavano la zona.
Il biglietto per Blue Lagoon per un solo giorno è certamente troppo caro per gli studenti (35€ a persona circa, 17000 Corone Islandesi [ISK]. N.b. nei posti più turistici intorno a Reykjavìk vengono esposti prezzi in € e in Isk, valuta locale, vi conviene sempre pagare in Isk in quanto i prezzi in euro sono senza dubbio gonfiati e arrotondati per eccesso), ma grazie ad un consiglio di un amico islandese che conosceremo più tardi, con un "mi piace" su Facebook alla pagine ufficiale di Blue Lagoon riuscimmo ad usufruire di un piccolo sconto, a dire il vero quasi insignificante, ma vedendo come la nostra guida descriveva questo posto non potevamo certamente saltarlo: decidemmo allora di proseguire, sacrificando il nostro stomaco a qualche scatoletta di tonno in più.


Entrati trovammo degli spogliatoi ben attrezzati (ci mancherebbe altro, dati i soldi che si sono fregati per entrare!!) dove si lascia la propria roba e, prima di andare in acqua, tutti passano per delle docce a darsi una bella sciacquata.
Fatto questo, con asciugamano sotto braccio, ci spostammo all'aria aperta ad affrontare, tutti ancora bagnati dopo la doccia, l'aria fres... anzi freschissima.. forse fredda.. ehm, freddissima... o, meglio, ghiacciata!!!
Ma subito dopo arrivò la pace dei sensi, infatti quando ci siamo calati (è vietato tuffarsi) nell'acqua che sfiora i 40 gradi... bè, è davvero una goduria unica.

Il momento era veramente epico, leggiadri ci muovevamo qua e la nell'acqua calda avvicinandoci a sorgenti che emanavano vapore e zolfo in quantità, le nostre giovani marmitte guardavano invidiose le pozze che buttavano così tanto fumo, il nostro Censore -che originariamente è anche fotografo- si metteva le mani nei capelli (quei pochi che svolazzavano all'epoca) per non aver portato con sé la sua amata Reflex, e infine io me ne stavo arenato a riva con la pancia all'aria, a momenti credettero anche che fossi morto.

Dopo un tempo indeterminato era il momento di muoversi , è inutile dire che uscire non fu per niente facile: l'aria fuori, come già ben sapete, era seriamente ghiacciata e il tragitto fino alle docce sembrava più lungo di una maratona.

Una volta dentro, consiglio importante, è farsi più volte lo shampoo: infatti l'acqua della lagona è piena di zolfo e quest'ultimo fa indurire i capelli, quindi un paio di shampoo in più possono essere d'aiuto a farli ritornare alla normalità.

Altro consiglio importante, se avete intenzione di intraprendere un viaggio in Islanda riservate Blue Lagoon come ultima tappa, perché sarà un'ottima occasione per farvi riprendere al meglio dalle lunghissime giornate che vi riserverà la variegata natura islandese!

Poco dopo eravamo di nuovo in viaggio con destinazione Reykjavìk, capitale dell'isola che conta più della metà di tutta la popolazione islandese con i suoi 119mila abitanti -si, decisamente, per essere una capitale è senza dubbio piccola-.



Di monumenti, musei e robe culturali, a Reykjavik, c'è davvero poco e niente: c'è la chiesa principale che è molto carina, in stile moderno -consiglio di salire sul campanile per godersi forse l'unica vista dall'alto offerta da un'opera umana in Islanda-. Così, come prima tappa, abbiamo scelto un chiosco di hot dog, non uno come gli altri: difatti qui, qualche anno, fa il presidente degli stati uniti Bill Clinton lo definì l'hot dog più buono del mondo... evidentemente non mangiava da un mese o era il primo hot dog che mangiava in vita sua, infatti, almeno per me, fu una totale delusione, l'unica nota positiva è che non costava tanto e, almeno, avevamo pranzato!
Sempre lì avevamo appuntamento con un amico di Carlo D., un ragazzo conosciuto ad un incontro di intercultura a Riga, il simpatico Aron.
Arrivato più biondo che mai, ci portò a fare un giretto per la città, per qualche museo poco interessante e un passeggiata sul porto di Reykjavìk dove, passeggiando su un molo, ci fece notare una cosa piuttosto bizzarra ma che lascia pensare parecchio: su un lato del molo erano ormeggiate la barche che offrono l'opportunità di fare whale-watching, ovvero andare in mare aperto a vedere la balene, cosa bellissima senza dubbio (se volete farlo, il posto migliore di tutta l'Islanda è Husavik, ma ne parleremo più avanti), e dall'altro lato erano ormeggiate le barche che escono per PESCARE le balene.. può l'uomo essere così ipocrità? Nella storia ha dimostrato che sa fare anche di peggio, quindi non c'è più ormai da meravigliarsi!

Concluso il nostro tour per la capitale la sera il nostro Cicerone Aron ci aveva invitati ad un compleanno di una ragazza che festeggiava a casa sua in periferia di Reykjavìk, non potevamo dire di no, quale occasione migliore per conoscere un po' di gente del posto?? E poi, il nostro programma filava liscio, avevamo tempo libero quella sera e così ci andammo.

Che dire... erano tutte bionde!
 
Carlo L.

1 commenti :

Chloé Colonna ha detto...

tutte tutte bione no dai ;) bellissimo blog. complimenti :D

Posta un commento

 
Design by Wordpress Theme | Bloggerized by Free Blogger Templates | free samples without surveys