lunedì 30 settembre 2013

Islanda - Giorno 6

Prima di iniziare col racconto, volevamo farvi vedere un.... gabinetto+doccia per viaggiatori, totalmente in mezzo alla strada, perfettamente funzionante e probabilmente più pulito di quelli che ci sono nelle nostre case!

Dopo aver caricato i nostri zaini, riempite le borracce e aver salutato la nostra gentilissima amica Katrin, ripartimmo alla volta del nord est dell'isola verso la regione del famoso Myvatn.


Myvatn è un lago molto caratteristico, ma essenzialmente il protagonista indiscusso è tutto l'ambiente che lo circonda! Immensi crateri, zone termali e terra che butta vapore a destra e sinistra.

Durante il tragitto decidemmo bene di fare una sosta per uno spuntino e fu li che trovammo l'ispirazione più alta, forse, del nostro intero viaggio..


Com'è che si diceva? Paese che vai.. usanza che trovi! 

video
(In questo video-notare il buon Lorenzo fra tutti-ci destreggiamo in un tipico ballo islandese)

... in realtà non esiste nessun ballo islandese che assomigli neppure lontanamente a questo scempio, però, in fin dei conti, non è per niente male.




Arrivammo a destinazione , prima tappa: Krafla.
Sì, Krafla, con le sue bocche fumanti, crateri dai colori vivaci e laghi dalle acque turchesi erano li ad aspettare solo noi... o meglio, solo me e Lorenzo, visto che le pigrissime giovani marmitte, attratte da un chioschetto di hot dog, decisero di abbandonarci e sostare li per consumarne una quantità ancora indefinita!


Cosi, passeggiando fra terra che buttava fumo sotto i nostri piedi e pozze d'acqua recintate (per evitare di finire bolliti), questo era lo spettacolo che ci regalava ancora una volta la splendida Islanda

Si ritiene che tutto ciò si sia formato circa 2000 anni fa in seguito ad una colata lavica di proporzioni indescrivibili.

Recuperati i pigrissimi compagni di viaggio, sempre rimanendo nella zona di Myvatn, ci apprestammo a scalare un gigantesco cratere. 


Adesso, prima di andare avanti, mettete play






 Ci si sentiva come su un altro pianeta, cari lettori: sembrava di essere su qualche cratere della luna! Dopo la faticosissima scalata, immaginatevi li, con un venticello fresco che vi asciuga il viso, il restare immobili a guardarsi intorno... una sensazione fantastica, sentirsi così impotenti di fronte alla forza e alla maestosità della natura. 
Quel cratere era così... grande, e fermo, li, da chissà quanto tempo.
 

Ma il tempo è tiranno nei nostri viaggi, e così, di nuovo, eccoci verso una nuova meta: la piccola Husavik.

 
Piccolo porto famoso per il Whale-watching ovvero delle imbarcazioni per mare che ti permettono di vedere le balene. Purtroppo, ahimè, per la prima volta... un po' di sfiga in questo viaggio: non appena arriviamo ad Husavik, la nebbia avvolge la città con una velocità incredibile, ergo, niente Whale-watching e niente balene per noi. 
Così, subito alla volta della capitale del nord dell'Islanda, Akureyri. Situata su un bel fiordo, la seconda città più grande dell'Islanda, con i suoi 17.000 abitanti, è stata un'ottima scelta per goderci il tramonto ed anche un buon Hamburger! 

 





Un'altra giornata era andata, sempre più splendida, sempre più intensa!

Carlo L.

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