mercoledì 23 ottobre 2013

Cina - Giorni 1 - Road to Beijing

No, non è un errore di battitura. Giorni 1 è esattamente ciò che volevamo lasciar intendere. Ma andiamo con ordine:

23 Ottobre, Trani, ore 07:10

Il suono della sveglia è sempre lo stesso, ma l'ansia che l'accompagna è tutta nuova, perché adesso mi alzerò dal letto e dovrò affrontare 48 ore di viaggio per arrivare dall'altra parte del mondo.

Il nostro volo internazionale parte da Milano Malpensa in tarda serate, e proprio di prima mattina ho un volo per Milano: ho una giornata intera da passare gironzolando per la Lombardia, perché non fare un salto in quel di Pavia dove troverò Lorenzo P? 

Avviso l'ingegner Mascolo di raggiungerci li: arrivato a Pavia, facciamo un pranzetto tranquillo senza avere una minima idea di dove fosse finito Luigi, in ritardo di un paio d'ore. Ma nessuno si preoccupa, lo conosciamo, prima o poi arriverà.

Toc-toc. È così che, senza preavviso e senza citofonare, in pieno stile folletto si presenta Luigi e ci spiega che fine avesse fatto!

"Mi sveglio, con largo anticipo, per le 8. Avevo alle 11 circa un treno diretto a Pavia, dove avrei incontrato il mio compagno di viaggio e Lorenzo. E sì, rivelo la sua città senza vergogna.
Zaino in spalla, giungo in stazione, salgo sul treno e dopo un po' mando un messaggio a Carlo L.
"Dove scendi tu?"
"A Pavia normale".
Tutto perfetto, bastava scendere a Vercelli e prendere la coincidenza. Unica del pomeriggio, tra l'altro.
Data l'importanza della situazione, mi addormento e mi risveglio all'una con la voce scocciata di una signora:
"Meno male che stiamo arrivando a Novara!"
Ok. Ho beatamente dormito mentre Vercelli mi passava accanto.
Quindi il mio viaggio è incominciato con ben 4 simpatici trenini city-to-city per rimettermi in rotta verso Pavia. Non meravigliatevi, eh: sono pur sempre quello che, durante la prima mattinata del viaggio in Francia, si presentò in macchina contromano.

I problemi esistenziali al limite del metafisico sono iniziati dopo la permanenza a Pavia: arrivati a Milano Malpensa alle 21.00 locali, avremmo avuto il volo alle 00.40 del giorno 24 appena iniziato; così é stato, ed entrambi siamo crollati in un sonno profondissimo prima ancora che l'aereo rullasse a bordo pista. 
Arriviamo a Mosca alle 04.15. Ah, italiane, giusto! Mettiamo l'ora locale, e sono già le 06.15.
Giuro, le sedie dell'aeroporto sono scomodissime, ma siamo stati in grado di dormire anche li. 
Sono le 9.00. tre simpatici bambini russi ridono davanti a me in aeroporto. O di me, devo ancora decidere: in ogni caso, out of loud, direbbero gli inglesi. Io mi sveglio e osservo lo schiarirsi di un tetro cielo autunnale: "e ora che faccio fino alle 12.00?" 

Bè, per incominciare sveglio Carlo, ci perdiamo nell'immenso Aeroporto Sheremetyevo, troviamo un Bar Segafredo -che, d'italiano, aveva solo il nome- con il suo buonissimo caffè e, tra una composizione artistica di caricatori e uno sbadiglio, arrivano le 12.00 locali.
















È già tempo di salire sul volo per Pechino.
Vi risparmio i dettagli della tratta Mosca-Pechino: avete presente quando diciamo che i cinesi sono diversi? Ecco, a parte il fatto che io e Carlo abbiamo tentato di coprirci la bocca con le sciarpe, in quanto sembrava che i simpatici amici cinesi volessero render noto il loro stato di salute precario, fissandoci, puntando la nostra faccia come un cannone di contraerea e sparando certe cose non meglio identificate (giuro, un coff coff al secondo, sufficientemente catarrevole da farci rizzare la pelle); ma per di più, il tipo dietro di noi, per ben 7 ore di volo...
Sputava.
Sputava.
Sputava ovunque. 'Sto fetente.

Mentre Carlo proclama epiteti in suo favore, "fogna umana, sacco di merda, lurido, discarica, cesso intasato di muco, vergogna...", compiliamo la Yellow Card. Non è "nota" come la Green Card americana, ma svolge la stessa funzione: è distribuita pressappoco a fine volo e dev'essere compilata con i dati personali. Veri, s'intende, perché poi si va in dogana :)
                                


Passati i controlli di routine...
Eccoci. 

Il nuovo mondo si è aperto a noi. Cielo, sono bassi quanto si crede. E sono tanti. Troppi. 
Che ore sono? Le 01.15 del 25 ottobre. Locali. 

Andiamo a dormire! Domani il buon Carlo D ci raggiungerà per iniziare davvero il nostro viaggio.
Mentre mi poggio sul letto e chiudo gli occhi, un'unica domanda mi affligge: 

ma il 24 Ottobre è mai esistito?"


Ps: se ci leggete, la grande muraglia informatica è stata abbattuta!




                   

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