martedì 29 ottobre 2013

Cina - Giorno 4 - Un Italianyesser ventenne

Anche oggi ci siamo svegliati presto. Sinceramente, ci chiediamo ancora come sia possibile che la nostra natura umana non abbia ancora fatto capolino per dirci "mo' basta, eh!".
In realtà, non era nemmeno così tanto presto: il nostro intento era riuscire a prendere uno dei mezzi pubblici che gli hotel mettono a disposizione dalle 07.30 alle 08.30... Ma così sarebbe stato davvero troppo presto.

Di buonumore, io e Carlo L prendiamo un taxi per raggiungere il Palazzo d'Estate, residenza estiva degli imperatori: arrivati a destinazione, notiamo un piccolo supermarket vicino all'ingresso. Sapendo quanto siano pericolosi, a livello di "costo", i negozietti "turisticizzati", decidiamo di far rifornimento lì fuori: che puzza di crauti a prima mattina! Un tanfo clamoroso. Questi tizi cucinano nei supermarket! 
Scappiamo via e ci catapultiamo all'ingresso del Palazzo. Praticamente, questa enorme residenza estiva ha, al suo centro, un mastodontico lago artificiale, contornato da piccoli isolotti con ponti, fiorente vegetazione e strutture caratteristiche. Davvero uno spettacolo meraviglioso... Sulla guida! Perché oggi il livello di smog è catalogato come 308 (sono statistiche ufficiali fornite dalla Repubblica Cinese stessa. Milano, nei suoi giorni più bui, sfiora i 45-50. Fino a 110 è "average", fino a 200 "dangerous". Noi eravamo oltre i 300, in un piacevole "hazardous"), e quindi non si vedeva ad un palmo dal naso. 

Decidiamo, comunque, in uno sprizzo di vena atletica, di noleggiare una barchetta non autopropulsa. E così, a suon di pedalate, salpiamo come una felice coppietta, ripresi sorridenti da migliaia di Nikon da millemila euro.

Magicamente, l'aria si fa più pulita e il sole inizia a non essere più visibile senza occhiali da sole: ed è qui che la vena artistica dei cinesi si fa largo in un posto così meraviglioso. Una enorme paperella di gomma gialla, di un 10x10 metri, galleggiava ormeggiata ad un pontile, in tutta la sua maestosa bruttezza: 
abbiamo chiesto a tutti se avesse un significato religioso/culturale, per evitare di prenderla per il culo qui sopra; no, non ha senso, è stata messa lì 10 giorni fa e verrà tolta a fine mese, non ha uno scopo ed è gialla. Vabbè.

È da ammettere, è stato abbastanza stancante, le pale non erano proprio efficientissime e quindi navigavamo ad una frizzante velocità di 2 km/h: però, anche grazie alla migliore visibilità, il luogo si presentava sufficientemente mistico da ripagare lo sforzo.


Lasciata l'imbarcazione, ci dirigiamo a piedi nelle piattaforme costeggianti il lago.

Saliamo infine su per il Tempio Di Buddha, fino in cima al Padiglione del Profumo Buddhista.

Terminato il piacevole giro turistico, troviamo un tassista e ci facciamo portare all'hotel di Carlo D e Maria. Oddio, "ci facciamo portare" è troppo: gli diciamo che vogliamo andar lì.
Apro una parentesi: tralasciando il fatto che il cambio monetario, per i cinesi, sia sfavorevole, per di più i tassisti sono estremamente sottopagati! Fino a che non si compiono 2,5 km, il tassametro è fermo a 13 Yuan, che sono meno di 2 euro; se l'auto è ferma, il tassametro non avanza; provano fastidio se lasci una mancia.
Insomma, probabilmente frustrati e repressi, tutti i tassisti non ti lasciano mai a destinazione. Come l'isola che non c'è, loro arrivano in zona e poi impazziscono, gesticolando e incazzandosi col mondo. Tra l'altro, anche producendoli, di Tom Tom nemmeno l'ombra.
Poiché questo soggettone era abbastanza fuori di capoccia, decidiamo di scendere al civico 68 della via. Tanto saremmo dovuti arrivare al 58, che saranno mai 5 portoni?

Ecco l'altra chicca cinese. 
I civici non sono dei portoni. 
I civici non sono dei palazzi.
I numeri civici sono isolati interi! E questi isolati sono tante piccole città.
Armati di tanta pazienza (dopo la muraglia e la pedalata di stamattina, chi ci ferma più?) facciamo questo chilometro e mezzo: decidiamo con gli altri, per la sera, di perderci per gli Hutóng; purtroppo, Maria non ci avrebbe onorato della sua presenza, colpita da un "misterioso" malore.

Sbarcati a Houhai, ci troviamo nella parte più turistica degli Hutóng: dovevamo fare assolutamente un giro in tutti i negozietti inutili del posto, per poi perderci nelle viottole, piccole vie negli anfratti più bui della Cina che neanche i peggior bar di Caracas descriverebbero a sufficienza.
In queste ultime, al buio, sotto un lampione, notiamo un uomo incappucciato con del fumo che gli si innalzava alle spalle: l'atmosfera tetra era accentuata da un leggero venticello che scuoteva delle cigolanti lanterne cinesi, un paio di cani randagi e vecchietti random alle porte dei sottani. 


Carlo D si fa coraggio e va a parlarci: egli era semplicemente un venditore di Chunr, spiedini di carne di montone, che abbiamo assaporato fuggendo da quel luogo proibito all'umanità. 

Rincasiamo per prepararci per la serata.

Arriviamo a cena alle 20.30. Fra sushi, birra, oggetti-non-meglio-identificati di polipo e altre buonissime porcherie, dopo qualche brindisi Maria scompare, lasciando dietro di sé un bigliettino. 
Carlo D lo apre e rimane shockato: ecco spiegato il misterioso malore. La sua ragazza gli aveva organizzato una caccia al tesoro in giro per Pechino. 
Per Pechino.
E noi non riusciamo a trovare la metro.

Gasati più di lui, lo seguiamo in questo viaggio a sfascio in 7 tappe, una più infrattata dell'altra: prima da un fruttivendolo, poi ad un "ristorante" (baracchini di cibo da strada, tradotto dal nome cinese) e da un "barbecueista", per concludere il tutto in un pub "caffè corretto", nel quale molti amici e compagni di corso di Carlo D lo attendevano per festeggiare con lui, a mezzanotte, il suo ventesimo compleanno. 

23.59
Wû sì sān èr yī
五四三二一
(5, 4, 3, 2, 1...)

... poiché descriviamo tutto giorno per giorno, e questo è stato abbastanza intenso e piacevole, ci fermiamo qui con il racconto. Per non rovinarlo, s'intende.
In realtà, la serata era appena incominciata e il bello doveva ancora arrivare.

A presto con la parte 2



                   

2 commenti :

Anonimo ha detto...

Grandi !

Anonimo ha detto...

avete notato i bagni pubblici ogni cento metri ? pulitissimi e anche gratis. Attenti alle bombe, ieri davanti all'ingresso della città proibita è esplosa un'auto ...con tre dentro.

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