martedì 29 ottobre 2013

Cina - Giorno 5 - Road to Xi'an

Tanti auguri Carlo D!!


Dicevamo, c'era tanta birra. Nell'euforia generale, cantavamo tanti auguri in cinese e parlavamo in 4 lingue differenti, in un delirio di frasi "italinglecinofrancesi".

Ad un certo punto, arrivano tre ragazzi del posto che mi chiedono di chi sia il compleanno: spavaldo, indico Carlo.
In parole povere, era il ventesimo compleanno anche di un ragazzo cinese che, impavido, urla e si butta fra noi... credo che Carlo D non abbia mai fatto così tante foto in vita sua. 

Ah, sì.. Ci è svenuto uno davanti. Un simpatico cinesino Michelin che aveva alzato un po' troppo il gomito.

Comunque, una volta fuori dal locale (erano le 03.00), sia io che Carlo L ci facciamo prestare il mezzo preferito dai cinesi - un motorino elettrico - dal nostro nuovo amico francese Karl, con il quale ci improvvisiamo biker boys in 5 minuti di gloria.











Più tardi gli altri sarebbero andati a ballare, ma noi siamo persone responsabili e quindi decidiamo di andare a letto

Credo che l'impresa più ardua del viaggio sia stata far capire al tassista novantenne l'indirizzo del nostro alloggio. Dal cellulare non riusciva a leggerlo, Carlo L tentava eroicamente di spiegarglielo in francese, io provavo a fargli disegnini con le mani.
Dopo aver espressamente chiesto di lasciarci nella hall (dentro, con tutto il taxi), capiamo che è davvero ora di andare a dormire.

Per farvi capire i livelli d'euforia, Carlo L m'ha detto di volermi bene.
Sono le 03.45

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Per l'ultima giornata intera da passare a Pechino, mancava all'appello dei posti da visitare il Tempio del Cielo. Essendo una tappa importante, ci siamo svegliati prestissimo.
Alle 05.00.
Italiane.
Quindi, a mezzogiorno e mezzo in punto, riusciamo a trascinarci in un taxi per farci portare a destinazione. Il cielo era osceno, controllando i livelli di smog si leggeva "420": praticamente, c'era scritto "hazardous" in rosso, ma si leggeva "se respiri quest'aria, sei morto".
A pieni polmoni, ci facciamo trasportare a finestrini aperti, per un'ora, nella "circonvallazione" di Pechino (per inciso, è di 200 e più chilometri) verso il Tempio del Cielo.
La bellezza del Tempio del Cielo è data anche... Dal cielo. Quando il cielo non c'è per lo smog, e il sole tramonta alle 2 di pomeriggio, è solo un tempio.
Insomma, andiamo a visitare questo tempio, detto "del cielo", che dovrebbe sprizzare di colori vivaci (ma che purtroppo, ai nostri occhi, appaiono grigiolini e spenti). 

Tralasciando questo inconveniente, la vista del terzo punto panoramico, il Tempio della Preghiera per un Buon Raccolto (per inciso, costruito interamente senza chiodi), immerso in una foschia misteriosa, è parecchio suggestiva. Nella prossima foto, ci troviamo all'Altare Circolare, con in mezzo la Volta Celeste Imperiale.

Giunti all'ultima tappa, torniamo indietro e ci dirigiamo verso l'uscita. Costeggiando il viale principale con i tre punti di interesse, notiamo un parco enorme, perfettamente pulito, in silenzio e in un'atmosfera talmente pacifica da farci fermare: questi geni, tra l'altro, hanno messo dei piccoli altoparlanti con soft music tradizionale cinese, il cui effetto complessivo è decisamente piacevole.

Poco dopo, eravamo già ritornati alla base per preparare gli zaini.

A proposito, siamo rimasti contenti di essere ripassati per piazza Tian an Men un'ora prima dell'attentato. Cioè, sarebbe stato sorprendente da vivere in prima persona, ma in prima persona preferiamo vivere.

Road to Xi'an

I bagagli sono pronti, è ora di dirigerci in stazione.

La stazione. La stazione ovest di Pechino, una delle quattro e non la più grande, non è una stazione. È una specie di megalopoli a tre piani, con metal detector squillanti e luci da far invidia ad un concerto dei Kiss. Ovviamente, non ci ripetiamo nei discorsi: inutile parlare delle valanghe di cinesi infervorati e in ritardo. 

Non siamo da meno, e con due zainoni in spalla a testa corriamo per i larghi corridoi, comunque troppo stretti per contenere tutti: abbiamo 7 minuti per raggiungere il treno, e conoscendo le "unità di misura" Cinesi, il nostro treno si dovrebbe trovare grossomodo in Tibet
Come giganti fra folletti, ci facciamo strada a suon di zainate usando Carlo D come ariete. In men che non si dica giunge voce della nostra invasione e, come tanti Mosè, vediamo il Mar "Giallo" aprirsi davanti a noi.

E siamo qui, nel nostro loft 2x1,5 metri, a mangiar sushi, frittate di patate e banane. 

4 letti, un treno, un biglietto per Xi'an e 12 ore di viaggio. Nulla di più piacevole per concedersi un po' di riposo. 
Il treno cigola, però. 
E le gentili signore controllore, affettuose, vengono ogni ora a verificare se siamo ancora in cabina. 
Che gente fantastica.

Ciao Pechino, 谢谢 .




                   

1 commenti :

Anonimo ha detto...

Bellissimo!

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