sabato 12 ottobre 2013

Islanda - Giorno 8 - Conclusione

Viaggio al centro della terra 

Il cerchio stava per chiudersi e i km scorrevano senza sosta ormai da una settimana. 
Un po' provati dalle scatolette di tonno e dagli innumerevoli Oreo, ci dirigevamo verso la penisola appena a nord di Reykjavik, Snaefellsnes. Qui si trova forse il vulcano più famoso della storia della letteratura, chi di voi non conosce, o almeno non ha mai sentito parlare, di "Viaggio al centro della terra"? Bè proprio questo vulcano fu scelto da J. Verne come passaggio per il centro della terra, per l'appunto!
Infatti i due protagonisti del romanzo intrapresero il viaggio epico nel cratere guidati dal testo di un alchimista islandese, che diceva:
"Discendi nel cratere dello Jökull di Snefels, che l'ombra dello Scartaris viene a lambire prima delle calende di luglio, viaggiatore audace, e perverrai al centro della terra. La qual cosa io feci. Arne Saknussemm"
Insomma, ci sembrava scortese non accettare l'invito dell'amico alchimista!

Così decidemmo di aggirarla tutta, tramite la strada panoramica n. 574, per arrivare alla punta, sulla quale si trovava il vulcano, e per provare anche noi a trovare il passaggio per le viscere della terra. La penisola, con i suoi fiordi rigogliosi , le scogliere spettacolari, le spiagge dorate ed i contorti campi di lava vulcanica si alternavano continuamente, uno dopo l'altro, per regalarci un ennesimo panorama meraviglioso.
Per il nostro ultimo giorno, la natura non voleva lasciarci andare via senza averci fatto godere al massimo, per l'ultima volta, la sua spettacolarità (e senza aver fatto fare centinaia di scatti a Lorenzo).
In lontananza, lo Snaefellsjökull dominava la penisola con la sua vetta bianca a far da contrasto all'azzurrissimo cielo di quella mattina d'estate, mentre noi ci avvicinavamo sempre di più. Intanto, la nostra Lonely Planet ci informava sulla credenza diffusa tra i gruppi new age, che il Snaefellsjökull sia uno dei 'grandi centri d'energia' della terra, ed in effetti, a guardarlo, trasmetteva una certa aura di mistero!


La fresca aria di mattina ci faceva compagnia, e in poco tempo arrivammo ai piedi del vulcano.

Dei cartelli ci sconsigliavano di salirci, ma, come se non li avessimo mai notati, proseguimmo imperterriti su una strada che sarebbe riduttivo definire sterrata.
Per una volta in tuttio il viaggio, tutto filò liscio, fino ad un punto in cui non si poteva più proseguire, cioè dove iniziava ad esserci la neve della vetta, dove si poteva girare senza una meta.









La vista della penisola, dall'alto, era di certo degna di nota, e così rimanemmo li un tempo indefinito a respirare quell'aria freschissima e a goderci quel sole che leggermente ci riscaldava.
Il nostro viaggio stava finendo, non ci restava che tornare verso l'aeroporto dove il volo di ritorno ci aspettava. Noi, felicissimi per tutto quello che avevamo vissuto in questo viaggio, eravamo grati di essere riusciti a vedere tutto quello che ci eravamo prefissi nel nostro super programma!



Sembrava tutto andare per il meglio, il nostro volo atterrò a Berlino in perfetto orario e, non appena scesi dall'aereo, ci rendemmo davvero conto di quello che davvero aveva significato per noi l'Islanda. 
Ce l'avevano detto, lettori cari, ma non ci avevamo dato peso: il ritrovarsi in mezzo a tutta quella gente che correva e che non si guardava neanche in faccia presa dai propri impegni ci sembrò quasi assurdo, in Islanda il tempo non scorre come nelle nostre grandi, grigie e tetre città.
Lì, il tempo scorre più lento, ed è dettato dalla natura che vive le sue fasi a pieno, giorno dopo giorno.

Vi consigliamo vivamente di fare come noi questo viaggio in Islanda, per riscoprire che l'uomo non è solo uno che lavora con la sua giacca e la sua cravatta senza perdere mai tempo... siamo ancora in grado di passare le nostre giornate in maniera semplice, apprezzando semplicemente tutto quello che è intorno a noi, e fidatevi... è fantastico.


Perdetevi anche voi, noi forse non ci siamo ancora ritrovati.


Islanda 2012


Grazie per averci seguito.

Carlo D.
Carlo L. 
Donato
Lorenzo

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