lunedì 4 novembre 2013

Cina - Giorno 9 - Navigando verso Sud

Alloggiare in questo ostello, il This Old Place, è stata davvero una piacevole rivelazione: personale disponibilissimo e gentile, ottima colazione all'americana e location centralissima.
Salutiamo il nostro nuovo amico globetrotter, con la promessa di rivederci stasera, e montiamo sul minivan che ci avrebbe portato alla sponda più vicina del Fiume Lì.




 Il conducente è un ganzo: per tutto il viaggio ha tenuto musica commerciale e, non appena abbiamo canticchiato un ritornello, si è gasato talmente tanto che ha alzato un po' il volume e si é stampato un sorrisone in faccia, tirando giù il finestrino canticchiando "giovinezza, giovinezza".
Abbiamo anche fatto una sosta per far passare una mandria!






Finalmente arriviamo alla riva: qui abbiamo prenotato un'imbarcazione per solcare le acque del fiume Lì verso sud; facciamo subito conoscenza del signor Zhou, arzillo giovincello che ci avrebbe scortato e condotti lungo il fiume. Molto cordialmente, ci invita a sederci e ad indossare i giubbotti di salvataggio: per non sembrar sgarbati, accettiamo.

Abbiamo lavorato sodo per ottenere la sua fiducia, ma lentamente, fra una battuta ed un sorriso:
1. ci siamo alzati spavaldi in piedi;
2. abbiamo tolto i giubbotti di salvataggio (che, comunque, erano talmente tanto pesanti da farci annegare, nell'eventualità);
3. ci siamo fatti aiutare da lui stesso ad issare su una canna di bambù il nostro tricolore e a fissarlo sull'imbarcazione;
4. ormai divenuto un vascello pirata italiano, come capitani abbiamo solcato le acque con il sottofondo de "I pirati dei Caraibi";
5. Purtroppo non abbiamo la Perla Nera, quindi navighiamo a un chilometro al giorno.



Purtroppo, ed è davvero un peccato, il clima non ci é favorevole: le nostre danze del sole ogni notte hanno scongiurato il rischio pioggia, ma la nebbia (o forse lo smog) non si è fatta intimidire ed ha completamente coperto la meravigliosa visuale che avevamo visto sulla guida. Però, anche così, il paesaggio è davvero suggestivo!

Tra l'altro, uno dei punti panoramici ritrae esattamente ciò che è disegnato sul retro della banconota da 20 Yuen.

Cito la ASL: "evitare assolutamente di mangiar cibo venduto da baracchini per strada, così come è preferibile non bere acqua che non sia imbottigliata. È opportuno evitare, inoltre, qualsiasi tipo di frutta che non sia stata accuratamente trattata ed igienizzata".

Giunti vicino ad un isolotto sperduto nei meandri di questo fiume, il nostro Zhou si ferma e, gesticolando, ci fa capire che ci avrebbe portato qualcosa. Scopriremo solo più tardi che quella è casa sua e, dopo essere andato a dare un bacio alla moglie, si era recato nel suo orticello per offrirti, sorridente: 
a) tre manciate di mandarini accuratamente conservati nelle sue tasche;
b) due enormi frutti verdognoli, simili per forma ad una pera ma grandi quanto un melone, da noi ribattezzati "peroni".

Lui, da quel che si capiva, dovrebbe essere anche un pescatore: quindi le sue mani non sono proprio "accuratamente igienizzate". 
Prende un coltellino che, evidentemente, non aveva mai fatto l'antitetanica, e taglia questo frutto, offrendocelo (solo dopo averlo accuratamente sbucciato col pollicione): allo stesso tempo, ci indica i mandarini.

La situazione è drastica: è mezzogiorno, ci vogliono 2 ore per tornare in un posto col cibo, lui è troppo gentile e simpatico, noi siamo scemi.




Ripensare a ciò che dice la ASL con lo stomaco pieno è tutta un'altra storia. 

Alla fine del giro turistico si é instaurato davvero un nel legame con Zhou, il nostro nuovo amico, e riusciamo a scattarci una foto con lui!

Anziché tornare in barca, ci facciamo lasciare a fine tragitto su una specie di spiaggia dalla quale si poteva risalire, passando per una foresta di bambù giganti, ad una stradina provinciale. La percorriamo tutta fino al pullman, restando estasiati da questo micromondo in un posto così grande quale la Cina.


Facciamo ritorno a Guanxi. Vogliamo attendere l'accensione delle luci puntate alle montagne di notte, così come suggerisce la Lonely, ma non sono neanche le 5 di pomeriggio: da veri sportivi, cerchiamo un posticino dove poter noleggiare delle bici, magari anche tandem, per passare un'ora costeggiando il fiume visitato la mattina; giunti al noleggio, udite udite, ci viene offerto a soli 50 Yuen l'affitto di due motorini elettrici, senza limite di tempo.

L'esperienza serve a questo! Quando eravamo a Pechino, abbiamo potuto notare come il traffico sia letteralmente mortale. L'unica regola è che non esistono regole
Si va contromano, si sorpassa a destra, si fa inversione ad U in autostrada davanti alla polizia, ed è tutto nella norma. 
Un motorino elettrico, tra l'altro, è anche silenzioso, ed il rischio di essere tirati sotto un tir è troppo elevato: senza contare il fatto che non esistono i caschi; non è che non siano obbligatori, non li hanno proprio. Usano caschi antinfortunistici.

 


Quindi, perché rischiare la vita... In bici? Almeno col motorino puoi svignartela più in fretta!



Riusciamo ad arrivare addirittura in tempo per il "tramonto" su un ponticello a 10 chilometri dal centro città in soli 20 minuti, in mezzo al traffico.
Oh, siamo italiani, per strada siamo probabilmente più disgraziati e bestie di loro.






Quando l'indicatore dell'energia elettrica è sul rosso, la paura di dover tornare a spinta prevale sullo spirito avventuriero. Decidiamo quindi di tornare indietro.




Lasciati i motorini, scopriamo con un po' di rammarico che l'illuminazione non ci sarebbe stata quella sera. O almeno così dicevano quelli del posto, per farci salire sui loro pullman. 
Dopo poco, difatti, riusciamo a vedere, grazie a dei giganteschi fari, i monti:

Stanchi, rincasiamo dopo un'oretta di pullman, pronti per partire il giorno dopo per la megalopoli delle megalopoli.

Shanghai.









                   

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