domenica 25 maggio 2014

Copenaghen: l’Architettura

La Danimarca possiede innumerevoli esempi di architettura contemporanea degni di nota.
Sia per gli appassionati di architettura che per i più blasfemi, la sua capitale, Copenaghen,  offre notevoli esempi di una tipologia di architettura che, particolarmente in Italia, non possiamo trovare dietro ogni angolo.

In quattro giorni ho visitato diversi edifici residenziali, uffici, centri economici, librerie, teatri, un albergo, e residenze per studenti.
Qui vi racconto brevemente quelli a mio parere più interessanti.

1. Tietgenkollegiet
Progettata da Lungaard&Tranberg, l’opera viene definita come una tra le migliori residenze per studenti europee.
Questo edificio, che ho visitato accompagnato da una studentessa che ci vive da 3 anni, merita di essere raccontato considerando due aspetti: l’architettura costruita e l’architettura vissuta.





 






La struttura è in cemento armato, rivestita con legno e tombak (lega di rame e zinco) ha una forma circolare con un grande cortile interno. Le cucine comuni affacciano tutte verso l’interno mentre le stanze (360) tutte verso l’esterno per favorire la privacy degli studenti. La facciata presenta degli sbalzi, spostamenti di volumi e cambi di materiale che permettono di definire le singole stanze. Gli spazi comuni sono al piano inferiore dove il passaggio è obbligato per l’accesso alle stanze.
Gli studenti, con un canone di circa 500€ mensili (davvero pochi considerando che siamo in Danimarca e considerando i servizi offerti), hanno a disposizione servizi di lavanderia, aule comuni di lavoro, aule per la musica, aule studio, una grande stanza ricreativa, parcheggio coperto per le bici. Tutto questo circondati da un ambiente più che confortevole e realizzato quasi senza badare a spese.
Ognuno di loro utilizza una cucina comune con altri 11 studenti e una stanza comune per lo svago; la cosa davvero interessante è che circa ogni anno possono decidere, tramite un modulo con diverse voci da segnare, cosa richiedere gratuitamente per la stanza comune (tv, arredo, cosolle, qualsiasi cosa per lo svago). La struttura per come progettata contribuisce in modo davvero significativo all’integrazione delle attività comuni, alla collaborazione e a tutti quegli aspetti che sono basilari per il funzionamento di una residenza per studenti.
Qui l’architettura compie il passo decisivo dalla mera costruzione materiale alla creazione di uno spazio con-vivibile.

2. Koncerthuset

Il teatro musicale Koncerthuset progettato dal famoso architetto francese Jean Nouvel si presenta
come un grande volume monumentale di colore blu; la facciata è uno schermo semi-trasparente sulla quale sono proiettate delle immagini che rendono questa così dinamica da sembrare in continuo movimento. 


Nouvel ha progettato anche gli elementi interni della struttura, le sale di registrazione, e le sale d’ascolto. Dal punto di vista ingegneristico la resa sonora del teatro è assicurata dal progetto di esperti di acustica giapponesi.







3. VM Housing - Mountains Dwellings - 8Tallet

Questi tre edifici residenziali sono stati progettati dal famoso studio danese BIG (il sito web merita una visita www.big.dk).

Queste architetture presentano come punti fondamentali per la progettazione spazi comuni confortevoli, e spazi abitativi che permettano irraggiamento solare per la maggior parte del giorno. Gli spazi sono articolati in modo differente nei tre edifici ma la tipologia del loft è quella che prevale.
L’originale 8Tallet piuttosto che un tradizionale blocco residenziale, presenta tutti gli ingredienti di un quartiere urbano sviluppato su livelli orizzontali differenti collegati da una passeggiata continua con pista ciclabile annessa fino al 10° piano.



4. The Playhouse
La struttura è composta da tre elementi distinti: la passeggiata in legno sostenuta da colonne in stile veneziano, l’edificio di scena e il piano dei servizi. L’edificio è situato su un largo canale e la parte inferiore d’accesso al foyer è in vetro trasparente e “dialoga” con l’acqua circostante. L’edificio rievoca le dogane dell’antico porto che lo circonda. Il progetto è firmato dallo studio Lungaard&Tranberg.

5. Ampliamento Ordrupgaard Museum
L’ampliamento progettato da Zaha Hadid si distacca completamente dalla struttura pre-esistente (1918) e assume una forma zoomorfa che apre un dialogo con l’ambiente circostante mimetizzandosi fra la vegetazione del parco e seguendo le forme del terreno; allo stesso tempo però la struttura realizzata in cemento e vetro dichiara la propria presenza nell’area.
La plasticità dei volumi e il dinamismo delle forme caratterizzano ancora una volta l’architettura di Zaha Hadid.

 

6. Frosilos
 

Lo studio olandese MVRDV progetta la riconversione in residenze di due silos utilizzati, precedentemente, solo come magazzini. 


La pianta originaria viene “ribaltata” permettendo la costruzione delle residenze all’esterno, dotando queste di illuminazione naturale e di viste panoramiche; i servizi e gli spazi di collegamento sono invece inseriti all’interno dei silos che, coperti da un tetto trasparente, vengono trasformati in un atrio - futuristico di grande impatto visivo.








7. Malmö
Circa una ventina di chilometri separano la Danimarca dalla città svedese di Malmö; i due stati sono collegati dal ponte di Øresund, progettato dallo studio danese Dissing + Weitling lungo 15900m che attraversa il mare sia sopra che sotto l’acqua. E’ il ponte strallato più lungo d’Europa adibito al traffico stradale e ferroviario.
 









 
Arrivati a Malmö non possiamo che concludere il nostro tour architettonico con la visita al Turning Torso, progettato dallo spagnolo Santiago Calatrava, un grattacielo residenziale alto 190m. Questa torre che si torce su se stessa di 90° dalla base al piano più alto è ispirata ad una scultura dello stesso Calatrava che rappresenta un torso umano.

1 commenti :

Dede Leoncedis ha detto...

andrò a Copenhagen tra pochi giorni e ho preso nota di tutto. Grazie mille!

Posta un commento

 
Design by Wordpress Theme | Bloggerized by Free Blogger Templates | free samples without surveys