mercoledì 29 ottobre 2014

Francesca, in Bretagna con Intercultura

Cosi vicina eppure cosi diversa. Ciao a tutti, mi chiamo Francesca e in questo preciso momento sto trascorrendo i MIEI tre mesi in Francia grazie ad AFS Intercultura. La prima cosa che mi sentivo dire da tutti quando comunicavo la mia destinazione era: Wow la Francia, é cosi vicina, perché non qualche paese più lontano, più diverso? Sono qui, in Bretagna, da quasi due mesi eppure vi posso garantire che la Francia é diversa dall’Italia nonostante la sua vicinanza. A partire da cose più stupide come la tastiera del computer per arrivare a cose un più grandi e importanti come le abitudini, il cibo, la scuola, le relazioni, la vita sociale tra i ragazzi, la cultura in generale. Qui si passa la maggior parte della giornata a scuola, io ad esempio finisco ogni giorno alle sei del pomeriggio tranne il mercoledi pomeriggio che é libero e il sabato e la domenica. Il sistema scolastico é diverso, non si usano molto i libri nella mia scuola, la giornata si basa molto sul dialogo, sul confronto di idee, su schemi e mappe, proiezioni di immagini e appunti. Quando torno a casa dopo la mia giornata, dopo “deux bisous” (due baci) che sono d’obbligo con qualsiasi persona incontri, devo studiare e poi c’é la cena che é l’unico pasto che riunisce tutta la famiglia e che dà modo di raccontare agli altri la tua giornata. Il cibo qui é diverso, predominano il pane e i formaggi e non mangio il mio abituale piatto di pasta. Ci sono molte verdure, pesce, carni e piatti tipici che é d’obbligo assaggiare. Per esempio solo in Bretagna c’é il burro salato che si mangia sia a colazione ma con il quale si fanno anche tutti i dolci tipici.
AFS mi ha dato la possibilità di passare da una famiglia con un fratellino ad una famiglia più grande con due genitori ospitanti, due sorelle, un fratello e un gatto. Si é in tanti e non sempre le decisioni sono facili da prendere perché non si é sempre d’accordo, ma sto imparando a gestire la cosa e mi trovo molto bene con loro, sono gentili, disponibili e simpatici; e in più mi stanno dando la possibilità di vedere i posti più belli di questa regione, ho visto paesaggi che mi hanno lasciato a bocca aperta. All’inizio non é stato del tutto facile, ho avuto momenti di forte nostalgia di casa, della mia famiglia ma piano piano ho fatto di queste persone che non conoscevo il mio punto di riferimento qui. Ed ora tutto viene spontaneo e naturale. In fin dei conti Intercultura ci ha insegnato, prima di partire, come essere dei pesci fuori dal nostro acquario sicuro, ci ha insegnato che sta a noi decidere che piega deve prendere la nostra esperienza. Siamo noi soli, davanti a tante persone che hanno dei ritmi diversi dai nostri, ma che dopo un mese già conosciamo bene. Io ho imparato che bisogna prendere tutto quello che si può, perché é pur sempre qualcosa di nuovo e di diverso. Qui non si esce ogni sera, anzi da quando sono qui non sono mai uscita la sera. Abito in un paese di 9000 abitanti e il paese più grande che c’é vicino é Rennes, capitale con più di 200000 abitanti. É considerato pericoloso ma non lo vedo come un problema. Perché in questa piccola città ho la possibilità ogni mattina di svegliarmi e ascoltare il cinguettio degli uccellini, la calma e la quiete e subito dopo mi catapulto nel traffico di Rennes per andare a scuola e vedo persone che corrono e che sono sempre di fretta, persone che se ti hanno già vista o se ti conoscono si fermano anche se sono in ritardo perché devono obbligatoriamente darti due baci sulla guancia e chiederti come stai anche solo per educazione e se magari a loro non importa non fa niente perché la prossima volta ti baceranno ancora e magari col tempo si fermeranno a parlare. Il clima é freddo, secco e piovoso e anche 10 gradi per loro non é freddissimo e quando dico che nella mia città in Italia, in estate ci sono anche 35° loro stentano a crederci.
I ragazzi e le ragazze qui, tutti un po’ sulle loro, tutti molto curati e ben vestiti anche a scuola, potrebbero sembrare tutti antipatici all’inizio ma poi se li conosci bene sono divertenti e simpatici, e riempiono di domande sulle tue origini e “come si dice questo in italiano?”. Qui non é sempre facile, neanche con i miei coetanei, qui AFS non é conosciuta come in Italia, quasi nessuno ha tutto l’entusiasmo di conoscere un ragazzo straniero come in Italia, all’inizio sono molto timidi e non si aprono subito ma quando iniziando a fare la faccia triste quando sanno che tra un mese devi ripartire e quando ti invitano a casa loro a vedere un film e a cucinare crepes, allora capisci che si sta creando un legame più o meno forte ma é sempre qualcosa che ti rende felice. 

Ringrazio AFS intercultura che mi sta dando la possibilità di fare questa esperienza unica nel suo genere e i miei genitori perché senza di loro non sarei qui a scrivere la mia esperienza ora. Perché anche se non é un anno, ho sempre voluto vivere tutto questo, e tutti i sorrisi, gli abbracci, le parole, i suoni, i profumi di qui non li dimenticherò mai. E ringrazio anche di essere in questo paese perché grazie ad AFS ho scoperto che non é vero quello che molti mi volevano far credere, la Francia é diversa e tutta da scoprire, ed é meravigliosa e ricca di cose belle. ( Però se venite in Bretagna, ricordatevi di portare con voi un ombrello, sempre)

Francesca Marrulli

1 commenti :

Lorenzo Zincati ha detto...

Sei davverp brava...se ti piacciono i blogs magari fai un giro anche sul mio. ..se ti va ti lascio il link
www.piediinviaggio.it

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