venerdì 26 dicembre 2014

Islanda - Giorno 3 - Nell'occhio del ciclone

Stamattina ci siamo svegliati all’alba poiché c’è veramente tanta strada da fare. 

Poiché l’alba è, da “La Treccani”, il “[…] passaggio dalla notte al giorno prima dell’apparire del Sole”, è chiaro che ci siamo svegliati alle 11.
Oh, il sole sorge a quell’ora.

Al primo benzinaio decidiamo di fare il pieno, nonostante avessimo più di 3/4 di serbatoio. Questo perché, una volta lasciata Reyjkiavik, non ci sarebbe stata più alcuna traccia di civiltà se non qualche casetta sparsa nei meandri del niente. Michele, non ancora abituato al cambio €-Isk, esordisce con un “Carlo, metti 10000 Isk”. 
Senza fare i conti. 
Facendo i conti, la benzina ce la saremmo dovuta bere, perché stavamo per mettere 65 euro di benzina. Cancelliamo e ne mettiamo 1000.
Poi altri 1000 perché era troppa poca. 
 
Tra l’altro, ogni benzinaio ha un piccolo market in cui potersi rifornire: come se fosse un vizio difficile da sradicare, se vediamo un negozio in cui esiste del cibo, subito ci guardiamo e diciamo “facciamo rifornimento”, ammiccando fra noi e noi al grido silenzioso di “siamo furbi”. 
Ecco, avete presente la storia della “spesa”? Bene, quando eravamo ancora a Bari, abbiamo dovuto infilare negli interstizi più angusti dei nostri bagagli parecchi pacchi di pasta, barattoli di pesto e cibarie d’ogni altro genere, senza contare una tracolla di Carlo in cui avevamo riposto tutta la spesa fatta prima del viaggio, come scorta. Inoltre, Carlo ha passato tutto il tempo della tratta Bari-Reykjavik dicendoci “Raga, stiamo a posto per una settimana con tutto quello che ci siamo portati da qui”.
Ciò ha riecheggiato rumorosamente nelle nostri menti le quattro volte in cui abbiamo svaligiato supermercati in appena 30 ore!

Ah, piccola nota: abbiamo comprato due salamini da mangiucchiare durante il viaggio, ma una volta aperta la confezione abbiamo scoperto che questo rotolino è in grado di improfumare qualsiasi volume occupi in meno di 10 secondi. Ricordatevelo, ci tornerà utile per i prossimi giorni.

Strada segnalata come "azzurro"
Strada "blu"
Strada "bianca", prima dell'ira di Eolo.
Notare il simpatico ghiaccio che finge di essere cemento.
Detto ciò, controllando ad ogni wifi disponibile le previsioni meteo e le previsioni stradali, ci accorgiamo che la strada in cui stavamo per imbatterci era tutt'altro che piacevole. Dal sito Vegagerdin (che tra l'altro è segnalato spesso tramite cartelli stradali) è possibile reperire, minuto per minuto, informazioni sulla condizione del manto stradale e di quali cose abominevoli accadono sopra di esso (tempeste di neve, bufere, vento così forte da far sollevare i tetti, ecc... con relative velocità e intensità). Man mano che ci avvicinavamo verso i tanto ambiti fiordi occidentali, abbiamo visto cambiare i colori delle nostre strade da azzurrino (sei una schiappa se non ci passi) a blu (extremely slippery, cioè lastre di ghiaccio: è ancora un test per pivelli) a bianco (che sembra rassicurare, ma invece indica neve fino all'altezza dei denti). Ad un certo punto svoltiamo a destra: c'è una strada di montagna di 33 km che aspetta solo di essere valicata; iniziamo la scalata con la nostra prode 2x2 (cioè non 4x4) ed incontriamo, con un magone che non sto neanche a raccontarvi, una bufera di neve di dimensioni mastodontiche, vento a 16 di traverso, strada bianca con neve fino a metà cerchione e visibilità pari a quella che si avrebbe guardando il giardino fuori casa da dietro il muro di camera da letto. 

Ma siete cretini?? Hai detto che guardavate le previsioni? Non sapevate che c'era tutto quel macello lì?

Eh, già, caro lettore. Non so se hai notato che manca l'unità di misura alla velocità del vento, "16". Leggendola, penso che tutti avrebbero pensato a kilometri/orari. No, quella dannata indicazione è data in metri al secondo, equivalenti a quasi 60 km/h.
Vedevamo la luce. Nel buio.

Ci fermiamo in mezzo al nulla, incapaci di andare nè avanti nè indietro. Inoltre, notiamo che la macchina sta forse traslando da sola verso destra, in preda al vento. Non sapendo che diavolo fare, facciamo inversione nel mezzo di una stradina di montagna sprovvista, ovviamente, di guard-rail, con al lato sinistro un bel fosso scavato (forse) da quello che un tempo, al caldo, era un ruscello, e a destra il dirupo dei dirupi. Poi, ritorniamo alla ormai confortante e sicura (ai nostri occhi) strada blu

Una immagine per farvi capire in che delirio eravamo andati a finire.


Quei cosi giallognoli alla sinistra del tergicristallo e sopra la presa d'aria a destra della macchina
NON sono macchie sul vostro schermo.

Insomma, torniamo indietro e scopriamo che questa tempesta ci stava seguendo! Si dirigeva a sud est, e quindi dovevamo fare più in fretta di lei: ad un certo punto troviamo un'indicazione (a 5 metri da noi, data la visibilità) che segnalava un posto per dormire e, dopo aver tentato il suicidio mentre esultavo "Oh, raga, lì a destra! La svolta è proprio lì" per poi scoprire a pochi metri che era il letto di un fiume, imbocchiamo l'uscita giusta e raggiungiamo questo cottage di "campagna". 

Bussiamo e ci apre un ragazzo sulla trentina, al quale imploriamo rifugio: ci fa accomodare e ci offre una stanza nella casetta a fianco, suggerendoci di andare a piedi dato che neanche la sua jeep non riusciva a fare quei 50 metri. 
Good.

Il vento era imponente. Imbardati fino all'ultimo ciuffo di capelli raggiungiamo la casa. Riusciamo a riscaldarci e a cucinare anche un buon risotto per rifocillarci (portato dall'Italia, ma avevamo anche fatto la spesa, se vi ricordate) e riscaldarci.

A questo punto erano appena le otto e mezza di sera e non sapevamo cosa fare. In preda ad un raptus di follia, quasi all'unisono, ci ricordiamo di un video tragicomico che ci aveva fatto vedere Katrin in cui, pochi giorni fa, a Reykjavik ci fu una storm condition e le persone volavano letteramente sollevate dal vento: quindi, giustamente, decidiamo di provare e di andare verso la macchina. A piedi. Al freddo. Nel vento.

Abbiamo percorso 100 metri in 8 minuti. 

(Per i più curiosi, non riesco a ritrovare il video delle persone volanti, ma ce n'è un altro in cui si vede, nello stesso giorno, l'intensità del vento. Questo era due volte più intenso di quello incontrato da noi)


La giornata si conclude un po' con l'amaro in bocca. Ricontrollando le previsioni meteo notiamo che le strade sono segnalate come viola e nere (rispettivamente, "vacci con una jeep", "anche con un 4x4 sei fuori di testa") e alcune addirittura come rosse (chiuse). Dentro di noi sappiamo che l'ipotesi dei fiordi occidentali è ormai da scartare, ma ci riproponiamo di aspettare l'indomani mattina per vedere un po' se il tempo migliora.

Nel frattempo, preghiamo di poter almeno uscire da qui.

E di ritrovare la macchina domattina.

In ogni caso, meno male che abbiamo deciso di fare dietro front! Se fossimo arrivati all'altro capo della montagna, non saremmo più riusciti a tornare indietro per alcuni giorni!

Fortunatamente, arriva un po' di meritato e caldo riposo.
Buona notte





Ah, piccola nota a piè pagina. L'aurora non siamo riusciti a vederla, nel caso non si fosse capito :)


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